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日志


5月12日

LA FENICE LA IENA E LA SERRA

Viveva in un affollato bosco una iena, che stanca degli animali intorno a se, decise di scansarsi piano...i primi animali che l'avevano avuta vicino per poco cercarono di richiamarla a loro ma la gentilezza veniva interpretata come ipocrisia, e a poco a poco che gli animali presero a vivere la loro vita ,questa loro indifferenza veniva presa dall'animale come una dichiarazione di una guerra mai iniziata, e per prepararsi alla battaglia intraprese la costruzione di una fortezza che fosse impenetrabile, capace di difenderla anche dai raggi del sole ma che non oscurasse la sua luce e le gesta degli altri animali suoi nemici,e così decise per una gigantesca serra!!
Mentre la iena era intenta a costruirsi il nuovo campo di battaglia, con l'aumentare del distacco dalla vita del bosco cresceva anche l'avversione per quegli esseri fuori di lei!!

Una mattina in un nido si schiuse l'unico uovo e il pulcino che ne uscì, molto curioso nell'aspetto, notando di non assomigliare a nessuno degli animali nel bosco( alcuni tra loro simili) si fece vincere dalla tristezza e dalla vergogna e purtroppo il suo guscio, che per metà ancora lo copriva, si sgretolò completamente costringendo l'indifeso e solo pulcino ad abbandonare quella sua casa..Mentre cupo si allontanava dal bosco i suoi occhi scorsero una piccola casetta ancora in costruzione,che lo incuriosì specie per i raggi solari che iniziavano a luccicare contro le pareti di vetro, e si affrettò per appagare la sua curiosità. Giunto notò un nuovo animale, anche lui apparentemente diverso dagli altri,e il suo versatile interesse ora non era rivolto più alla serra in costruzione,bensì al suo indaffarato costrutture!

Incapace di frenarsi per la sua ingenuità i passetti del pulcino lo condusserò all'erimata animale e decise di lasciar parlare la sua curiosità

-Cosa fai?-

Rispose un'astuta autoammirazione celata da bellicose intenzioni

-Costruisco la mia fortezza..la guerra è cominciata, sono stati loro a volerlo ed ora io mi difendo...-

Il pulcino la guardava spaventato e le sue piccole stravaganti piume tremavano..L'idea dell'alleanza di certo non sfiorò la iena che desiderava uno schiavo per ultimare la costruzione...certamente non avrebbe avuto alcun bisogno di aiuto, anche sola la serra sarebbe venuta su robusta, ma doveva dimostrare di saper fare prigionieri e servi

-Non temere...mi hanno cacciato gli animali del bosco, ero diverso e non mi hanno accolto...ma la guerra la vincerò-

E passando al pulcino un pezzo di vetro gli ordinò di ultimare la serra per la battaglia che sarebbe stata anche la sua. Presto la serra iniziò in tutta la sua imponenza a brillare sotto i raggi del sole che solo lasciava filtrare la sua luce..
La iena finito il suo lavoro, verso il bosco iniziò a gettare i pezzettini di vetro avanzato o rotto, il rumore era molto forte e attirava gli altri animali che cercavano di non avvicinarsi troppo per ferirsi

-getta quei vetri, gettali-

impose la iena al pulcino che confuso non obbedì subito

-guarda come ci evitano non si avvicinano, loro-

-ma potrebbero farsi male....-questo suonarono le parole dell'animaletto e le risate della iena che ne derivarono, furono così forti da coprire il rumore dei vetri che si infrangevano dopo il lancio

-Bugiardo che sei....lo vuoi anche tu...vuoi farti bello ai loro occhi, acceccato come sei dal loro numero..ma la guerra la vincerò io ...guarda si allontanano, sanno anche loro che sei bugiardo e un falso animale buono...AHahAHah-

Le parole divennero una montatura e le risate le lenti di nuovi occhiali che avrebbero mutato la visone dell'animaletto alato che presto inziò a gettare i vetri e con quei frammenti coperti dalle risate della iena iniziò anche una forte alleanza tra l'eremita e lo schiavo.

I giorni trascorrevano nella serra mentre l'uccellino cresceva insieme alle risate della iena che al sicuro nella sua fortezza guardava la vita degli altri animali e traeva da ogni episodio una fragorosa risata, e gli sguardi che quel divertimento attirava fece gonfiare la iena ancor di più e ne dava dimostrazione divertendosi e ridendo assieme allo schiavetto dalle strane piume che si rincuorava delle risate, che percepiva allegre come speranze in un clima di falsa guerra che lo aveva visto nascere...

Ma più le sue ali si allargavano più la serra iniziava a sentirla stretta, pur consapevole che fosse la sua unica dimora; i suoi occhietti neri erano attratti da quel sole lontano, pur cosciente che grazie al vetro ne riceveva comunque luce e calore...
Una sera l'uccello decise di interrogare il suo compagno di battaglia su cosa fosse quella strana sostanza che faceva muover le foglie degli alberi, che sollevava alle volte la polvere dalla terra e che scompigliava i peli degli altri animali che parevano giovare alla sensazione.
La iena che con il passere del tempo non era cambiata per nulla, eccetto per la voce sempre più alta e stridula, udibile anche per chilometri se la sua bocca lasciava libere le risa,aveva interpretato la domanda del suo schiavo come un ammutinamento

-Sciocco pennuto...è così che mi ripaghi?? chiedendomi delle armi dei nemici? vuoi passare dalla loro parte tradirmi non considerandomi più...eppure loro ti hanno cacciato ed io solo ti ho accolto..per vincere una guerra mortale dichiarata da quel bosco!!-

L'uccello ne fu rammaricato. Ma da quella conversazione dal suo becco iniziavano ad uscire delle note, gioiose e alle volte maliconiche che risuonavano nella serra come quella strana sostanza che muoveva gli alberi e che nelle sere più fredde cantava con lui,ululando..

Ma alla iena questi nuovi rumori infastidivano e voleva cacciarli dalla sua serra e quando l'uccello lasciava libero sfogo al suo canto la iena lo contrastava deridendolo apertamente, e più crescevano e duravano quelle melodiose note più la iena si sforzava di ridere.... quel guazzabuglio di suoni si espandeva nella serra infragendosi sulle pareti vetrose e piccolissime crepe iniziavano a comparire , ma questo sfuggì all'occhio vigile della iena che era tutta presa ad osservare la vita degli altri animali e a risolvere il problema del canto,per accoggersi delle vere complicazioni che aveva la sua fortezza.
Pareva comunque, che quando l'uccello dal colore che era divenuto rosso acceso, iniziasse a cantare, alla serra erano soliti avvicinarsi alcuni animali che gli sorridevano dolci facendo dissipare nel cantante il clima bellicoso delle origini, ma appena la iena percepiva le note e i riflessi di stranieri le sue risa sempre più stridule e forti allontanavano quei visitatori e riportavano il silenzio anche nell'animo del pulcino oramai cresciuto!

Una mattina afosa, l'impenetrabile serra bruciava di calore sotto un sole che non osava cessare di colpire la struttura, e l'elevata temperatura preoccupava molto l'abitante piumato che chiese alla iena di uscire fuori, ma questa rifiutò animatamente certa che sarebbero dovuti rimanere li per vincere una guerra ormai al termine...
Il rossiccio piumato che doveva ospitalità e rifugio in colui che gli era stato vicino, rimase in silenzio nella serra che pareva bruciare...per allevviare quell'arsura l'uccello prese a cantare,sempre più forte con il salire delle ore calde del mattino , destando la iena stanca che richiamando le energie tutte dentro lei continuò a ridere osservando gli animali, suoi immaginari nemici,accorrere a guardare...
Le risate e le note si mescolavano agli sguardi attoniti,che facevano da sfondo alle crepe che aumentavano sempre più sui vetri della serra ...più calore, più rumore, fino a quando i vetri cedettero a tanta pressione e l'imponente serra si sgretolò nell'immensità del bosco, e quei pezzetti di vetro ardenti al contatto con i suoi due abitanti si sprigionarono in fuoco.

Della serra e dei suoi ospiti non rimase che cenere giacente nel bosco da cui erano stati isolati...

Il calore passò e la notte sopraggiunse con la sua frescura, la cenere iniziò una danza lenta e dolce con il vento sereno della sera e insieme al fruscìo delle foglie degli alberi un canto si levò che attirò gli abitanti del bosco che ne ricordavano le note...da quella cenere e da quel canto, sempre più chiaro, nacque una piccola rosata fenice, che avrebbe trovato intorno a se un clima di vita nuova, che le avrebbe regalato, se avesse saputo ricordare, una dimora diversa da una serra!!

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