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9月21日 ..Ciao Sephirol..<<La morte trascina via ogni cosa, i propri ricordi,ma anche il ricordo proprio nel mondo..tutto questo,però,io non ero pronta ad affrontare..eppure la realtà che mi diede "il bentornato", fu straziante,e vuota..come se ancora la morte fosse padrona di me,ma ciò che ora soccombeva era la mia essenza,la mia anima,priva di forza quella leva che sola poteva aiutarmi a ricominciare..ma il mio Tutto presto iniziava ad abbandonarmi, infliggendomi ferite,ben peggiori di quelle mortali.. °•¤.°¸(¯`¤.¸•¸.¤´¯)°¸.¤ •¤.° °•¤.°¸(¯`¤.¸•¸.¤´¯)°¸.¤ •¤.° °•¤.°¸(¯`¤.¸•¸.¤´¯)°¸.¤ •¤.° Così ho concluso con un capitolo che seppur breve,poteva diventare lentamente il fulcro stesso del libro della mia vita. E’ stata una scelta,nonostante per molti possa parere assurdo, sofferta, non tanto per quello che ho lasciato ora, ma per quello che mi prese allora quando è cominciata. Un gioco innocente, un sogno reale, deposito del proprio divertimento, una nuova esperienza che cela però un dolcissimo inganno.. Come tutte le novità, ho provato qualcosa che da sempre avevo cercato, essere me stessa senza alcuna limitazione, senza dover porre, cioè, i paletti verso ciò che sono i miei punti di blocco, un comportamento che da sempre è il mio cuscinetto contro i demolitori esterni, la barriera della mia falsa noncuranza, la vena della mia autoironia eccessiva. Come il tempo che aumentava il suo trascorrere, incrementavano anche le molte ore sottratte inconsciamente alla mia vera persona..sempre di più infatti tutto di me veniva trasfigurato in quel qualcosa di così illusoriamente reale, i miei occhi rifiutavano la figura che si rifletteva in quello specchio,evento che non è mai mutato dalla presa consapevolezza delle forme di troppo, e il sottovalutarlo fu la causa che mi spinse verso un illuminato oblio.. Ciò che non volevo vedere non si limitava a sciocchi complessi fisici, ma comprendeva ora tutta la realtà, fortemente iniziavo ad odiarla, perdeva il suo senso e ciò che ad essa mi legava altro non erano se non dolci ricordi.. Ben presto, poi, la realtà si legò all’iniziale rifiuto di me, per divenire il rigetto di quello che ero, e di quello che potevo essere…la sofferenza era lacerante,e ad alleviarla rimaneva quel luogo, che magicamente, poi, mi “guariva”…tremendamente ingenua.. quella cura era la causa del mio male, ma questo cos’è se non il principio della droga, una culla di secco legno in una boscaglia in fiamme, ma come accorgersi del pericolo se quel giaciglio infantile, par l’unico riparo contro quel mare di fuoco!! Ciò che di terribile vi è nel crescere, è il non poter più aspettare di essere salvati ,ne protetti da quell’alone di dolce spensieratezza della fanciullezza...tutto muta, il pericolo non è più un tenero errore necessariamente da compiersi, diviene conseguenza della stoltezza, qualcosa da tener celato, proprio questo velo di mistero, tappa la bocca, e nessun grido tenue di aiuto può levarsi,mentre domina l’errore..per liberarsi dalle fiamme, per assurdo bisogna scottarsi..il dolore soltanto può far comprendere e spalancare l’illuso sguardo alla realtà …”da qui inizia a combattere!!!”… Questo mi sono detta, ho lottato son stata fortunata, ho avuto chi non m ha abbandonata,e ora, la scelta è stata compiuta, ho vinto… Voltandomi indietro,ora, vedo quel fumo nero, che mi soffocava, levarsi al cielo e perdersi nell’azzurro delle mie speranze, schiarirsi, mescolandosi a quelle paffute nubi delle mie esperienze..non rinnegherò mai quello che è stato, mi piacerà chiudere gli occhi e ricordar di aver lottato e di aver vinto…e magari, perché no, salutare anche una dolce umana,che mi fu amica che ebbe un gran senso per quello che ora posseggo, tutt’intenta per accingersi ad abbandonar quell’ incantato GranDucato! |
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